DISCORSO DI PALMIRO UCCHIELLI, PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

(dal sito web dell'Ambasciata d'Italia a Washington)

Signor Ambasciatore, gentili ospiti

La terra che rappresento qualche secolo fa era uno Stato autonomo, libero e indipendente. Per cosa lo ricordiamo oggi?

Per l’enorme cultura che ha prodotto.

Una cultura talmente forte che a distanza di secoli mi consente di vedere ancora oggi nella Provincia di Pesaro e Urbino la stessa creatività che animava i nostri antenati. Ogni volta che entro in un museo, anche qui negli Stati Uniti d’America, trovo dipinti e ceramiche o incisioni dei nostri artisti. Le vostre biblioteche sono ricche di volumi scritti e stampati nella nostra terra nei secoli scorsi.

Ma il Rinascimento è alle nostre spalle da secoli. E allora, chi siamo noi oggi?

Il nostro territorio continua a produrre sotto forme diverse la stessa ricchezza che ci ha reso protagonisti secoli fa.

Nella meccanica, nel settore del mobile, della nautica, dell’innovazione tecnologica, negli studi - perché non dobbiamo dimenticare che la nostra università ha festeggiato pochi mesi fa i suoi primi cinquecento anni - noi siamo ancora oggi leader.

Nonostante la capacità innovativa dimostrata in tutti i campi, non abbiamo tradito le tradizioni e grazie a questo nell’agricoltura rimaniamo incontrastati protagonisti, con i nostri prodotti enogastronomici invidiati e apprezzati.

Con un passato così importante e un presente così impegnativo ci chiediamo spesso cosa fare per attraversare indenni i cambiamenti del mondo.

Per crescere occorre saper ascoltare le voci che illuminano. Seguendo questo piccolo segreto, secoli fa i nostri predecessori hanno costruito una vera civiltà, resa ancor più grande per il continuo desiderio di raggiungere la perfezione estetica.

Proseguiamo sulla stessa strada: vogliamo ascoltare per capire.

Per questo ogni anno portiamo le grandi voci del giornalismo degli Stati Uniti d’America nella magnifica reggia dei duchi di Urbino, per puntare lo sguardo lontano. I reporter del vostro Paese ci aiuteranno in questo, dato che non si sottraggono mai dalla prima linea, quella trincea della vita quotidiana nella quale spesso si mette a repentaglio la sopravvivenza stessa.

Gentili ospiti, è per questo motivo che con orgoglio sono ancora una volta in questa meravigliosa Ambasciata d’Italia. Quest’anno applaudiremo tutti Michael Weisskopf, grande giornalista del vostro grande Paese. Un uomo che come voi e noi sogna la libertà, e che ha saputo difenderla mettendosi in gioco fino al rischio della vita.

Grazie